Mento sfuggente e doppio mento: gli interventi e i trattamenti estetici più indicati a seconda della situazione

La forma del mento ha un notevole rilievo nell’estetica del viso. L’aspetto del mento piccolo, arretrato, “sfuggente” dipende solitamente da un difetto di sviluppo delle ossa mascellari, in cui la mandibola (parte inferiore) è posizionata più indietro del normale rispetto alla mascella (parte superiore), compromettendo l’armonia dell’ovale del viso.

Questa condizione può comportare problemi funzionali legati alla malocclusione dentale, come difficoltà a mangiare e dolori durante il movimento dell’articolazione, ma nella maggior parte dei casi rappresenta principalmente un disagio estetico. Il paziente che ne soffre, infatti, vede compromesso il proprio aspetto sia a causa del mento piccolo che del doppio mento, che tende a sviluppare precocemente, con ripercussioni negative anche sul piano psicologico.

Il mento troppo arretrato di solito è congenito, e perciò presente fin dalla nascita (micrognatismo), solo in rari casi può dipendere da malattie croniche, come ad esempio l’artrite dell’articolazione temporo-mandibolare, in grado di causare una progressiva regressione della mascella inferiore.

Doppio mento o mento sfuggente: quando è necessaria la chirurgia e quali interventi sono indicati

Se alla base dell’aspetto sfuggente del mento non vi sono particolari patologie, possiamo migliorarne il contorno, armonizzando il profilo del volto, attraverso piccoli interventi chirurgici:

– la mentoplastica (o genioplastica) additiva, che permette di correggere il difetto impiegando speciali impianti protesici in silicone, disponibili in una vasta gamma di misure e forme per andare incontro alle specifiche esigenze del paziente

– la mentoplastica scorrevole, che prevede invece la ricostruzione della struttura del mento con l’ausilio di apposite placche in titanio

Entrambi gli interventi vengono effettuati in anestesia locale, non richiedono il ricovero, e hanno tempi di convalescenza relativamente brevi, comunque maggiori per la mentoplastica scorrevole, i cui risultati definitivi possono essere apprezzati dopo tre/quattro mesi circa. Anche se si tratta di procedure di ridotta invasività, devono essere effettuate esclusivamente da professionisti qualificati ed esperti, a garanzia della sicurezza del paziente e della qualità dei risultati.

In alcuni casi è possibile abbinare la genioplastica ad altri interventi, come la rinosettoplastica. Si parla in questo caso di “profiloplastica”, un ripristino delle giuste proporzioni dell’intero volto.

Doppio mento o mento sfuggente: l’uso di filler specifici in caso di correzioni di modesta entità.

In alternativa alla chirurgia, infine, per correzioni di modesta entità, è possibile ricorrere a filler specifici, a base di acido ialuronico. Il filler è una procedura ambulatoriale, minimamente invasiva e indolore, che non richiede l’interruzione delle proprie attività, ma naturalmente i suoi effetti non possono essere definitivi.

Per sua stessa natura, infatti, l’acido ialuronico viene riassorbito fisiologicamente dall’organismo, nell’arco di nove mesi circa, dopodichè è necessario effettuare un nuovo trattamento.

Doppio mento o mento sfuggente: come capire quando è necessario un intervento chirurgico e quando è sufficiente il filler.

In genere si procede con i trattamenti estetici con filler quando il difetto del mento non è particolarmente pronunciato, in caso contrario è necessario intervenire chirurgicamente. Solo una visita preliminare con uno specialista può determinare la soluzione più adatta per ogni caso e esigenza.