Quando il seno diventa “cadente” anche in età giovanile: le cause e i rimedi per questo problema.

La perdita di tonicità del seno, o “ptosi mammaria”, interessa un numero molto elevato di donne, indipendentemente dall’età. Alcuni dei fattori che concorrono all’insorgenza di questo problema possono essere prevenuti, ma una volta che i tessuti hanno perso la loro naturale tonicità ed elasticità, l’unica soluzione definitiva è la chirurgia.

Uno studio del 2006, condotto presso l’Università del Kentucky e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Annals of plastic surgery” si propose di individuare con precisione le cause del cedimento dei tessuti mammari, in modo da poter fornire adeguati strumenti di prevenzione. I medici analizzarono la storia personale di 132 donne che si erano rivolte ad una clinica per risolvere chirurgicamente la ptosi mammaria.

I ricercatori notarono alcune caratteristiche che, in un certo modo, accomunavano questo campione di pazienti dello studio. Si trattava principalmente di storie di perdite di peso importanti, oltre venti chili, seni di grandi dimensioni, una o più gravidanze con allattamento, età avanzata, mancanza di esercizio fisico, queste condizioni tuttavia non riguardavano tutte le donne, e così non fu possibile stabilire per alcuna di esse un vero nesso causa-effetto.

La dimensione delle mammelle è sicuramente un fattore determinante per la ptosi del seno, e sappiamo che questo a sua volta è influenzato da fattori ereditari e dall’indice di massa corporea, indipendentemente dall’età. Non è raro che una ragazza si trovi a fronteggiare il problema del seno cadente a 20 anni, e che decida di sottoporsi ad un intervento di rimodellamento chirurgico per evitare di sentirsi a disagio con il proprio corpo e sviluppare complessi e difficoltà di relazione.

Per l’individuazione del tipo di intervento da effettuare, esiste un sistema di classificazione dei vari gradi di cedimento delle mammelle. Consiste nel misurare, stando in posizione eretta, la distanza tra la piega naturale del seno ed il punto più basso che esso raggiunge. Una distanza di 3 o 4 centimetri rappresenta già un grado medio di ptosi, superato il quale di solito si adotta come soluzione la mastopessi, un vero e proprio “lifting” delle mammelle.

I seni con un grado di cedimento intermedio, in qualche caso, tornano ad un aspetto armonioso e proporzionato anche con il solo inserimento di protesi mammarie, ossia una mastoplastica additiva.

In pratica, le tecniche chirurgiche che possono restituire una bella forma ed una buona tonicità al seno cadente sono, a seconda dei casi e dell’entità del problema:

lifting del seno, o mastopessi, che a sua volta prevede varie tecniche e può essere abbinato ad una riduzione del volume

aumento del seno con protesi mammarie, o mastoplastica additiva

– aumento e risollevamento del seno in contemporanea, ad esempio con la tecnica cossiddetta “round block”, che in pratica non lascia cicatrici visibili.

Vista l’importanza del seno nell’estetica del corpo femminile, e l’impatto negativo che può avere, a livello psicologico, la non accettazione della propria immagine, ritengo importante affrontare con serietà una condizione di ptosi mammaria severa. Solo uno specialista esperto può aiutare la paziente a dare la giusta dimensione al problema, perché sia in grado di prendere la decisione migliore nel suo caso specifico.